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CIO' CHE E' ACCADUTO - Dharmananda


C’è stato per tanti anni il desiderio di star bene e di vivere pienamente, in ogni campo, la vita di questo mente-corpo. Attraverso anni di difficoltà questo organismo è disceso nelle paure, nelle emozioni, nelle tensioni, nei ricordi, nelle gioie, sapendo intimamente che fare questo gli avrebbe permesso di conoscere se stesso e di vivere felice. È stato un viaggio molto lungo, durato circa 15 anni, di sincera volontà di scoprirsi, togliere le maschere, vivere con il reale “me stesso”. Ha incluso psicoterapie, percorsi di crescita personale, meditazione. È stato portato avanti anche se dopo i primi mesi di questo viaggio c’era già un sufficiente benessere.


Durante gli ultimi 2 anni prima del risveglio e della liberazione, le pratiche hanno condotto ad esplorare a pieno le sensazioni corporee e le energie del corpo. C’è stato facilmente il percepire l’energia e il suo espandersi, contrarsi, muoversi, sia dentro che fuori il corpo. Un processo di liberazione emozionale ed energetica è stato portato avanti, mentre allo stesso tempo la pratica di meditazione di consapevolezza e mindfulness giornaliera contribuiva ad aumentare la chiarezza. Spesso durante queste pratiche c’era l’energia che si muoveva dentro il corpo, un energia sottile, e liberarsi nel corpo fino ad espandersi sopra la testa e ridiscendere nel corpo, oppure si liberava attorno al corpo, spesso accompagnata da sensazioni di pace e benessere. Frequentemente l’energia veniva esperita come di colore dorato o più raramente bianca.

 Non c’è stato il tentativo volontario di liberare l’energia, né di farne un uso egoistico, tutto questo avveniva spontaneamente. Non c’è mai stato nella vita il desiderio di illuminazione, di risveglio o di realizzazione spirituale, c’è stato solo il seguire ciò che veramente faceva star bene, anzi spesso la mente non apprezzava chi seguiva percorsi spirituali senza considerare la propria materialità.


La pratica di meditazione ha vissuto dei forti cambiamenti negli anni, che sono giunti inattesi e  hanno aperto nuove esperienze. Uno di questi momenti è avvenuto a Luglio 2017, durante un ritiro di mindfulness. È stato uno di quei momenti da cui non è stato più possibile tornare indietro e scegliere una direzione diversa, ma non è sorto sulla base della volontà.


Dopo alcuni giorni di pratica, insieme a circa un centinaio di persone, si era giunti ad un pomeriggio con una meditazione di pratica silenziosa. Nell’esperienza c’era un osservare la mente cercare di capire di cosa essere consapevole. La mente si chiedeva se era utile essere attento “al respiro o al tutto?”, “come posso percepire tutto?” e altri piccoli pensieri, e c’era una leggera tensione nei muscoli. Poi la conduttrice prese la parola per recitare una poesia di Rumi che suonava più o meno così:



“Il tuo dolore per ciò che hai perso solleva uno specchio

in alto fin dove stai lavorando con coraggio.

Aspettandoti il peggio, guardi, e invece,

ecco il volto gioioso che volevi vedere.

La tua mano si apre e si chiude e si apre e si chiude.

Se fosse sempre un pugno o sempre distesa e aperta,

saresti paralizzato.

La tua più profonda presenza si trova in ogni piccola contrazione ed espansione,

le due magnificamente in equilibrio e coordinate come ali d’uccello.”



Come una lancia sferzata nel cielo che lontanissima risplende all’occhio mentre si perde fra le nuvole, la consapevolezza vibrò notando qualcosa di nuovo. All’inizio fu come un traballare del corpo e della mente, senza capire cosa aveva notato. Poi divenne chiaro che cercando di diventare consapevole di qualcosa – qualsiasi cosa fosse – stavo ponendo me stesso dalla parte della mano chiusa, e cercando di non diventare consapevole di qualcosa – qualsiasi cosa significasse – stavo ponendo me stesso dalla parte della mano aperta. Ma in tutte e due i movimenti, quel cercare, quel desiderare, c’era un fondo di dolore, come se apprezzando una nuvola in cielo si scopre trattarsi di una nube tossica.

Ci fu un senso di disgusto verso ciò che era stato fatto per anni durante la meditazione. La mente pensava “come ho potuto fare questo senza accorgermene?”, accompagnato da un senso di distacco salutare nei confronti di qualcosa che stava procurando dolore.


Negli stessi attimi comparve anche una chiarificazione che non c’era bisogno di alcuno sforzo per diventare consapevole, perché c’era già la consapevolezza. Ci fu un accorgersi della presenza di una “forma di consapevolezza”, che è diventata evidente da quel momento in poi, che non richiedeva sforzo alcuno, che accoglie liberamente la mano aperta (la consapevolezza senza oggetto o aperta) sia la mano chiusa (la consapevolezza con oggetto o focalizzata), senza esaurirsi in queste forme. Nel tempo questa è stata chiamata coscienza non-duale.

Questo passaggio ha portato il corpo-mente a scivolare in una pratica diversa. Ogni tanto la memoria suggeriva “non-sforzo, non-sé”, in modo da stare su questa strada e non tornare allo sforzo precedente, lasciando andare lo sforzo se si stava affacciando. C’era il camminare e avveniva senza alcun controllo del corpo, respirare, pensare, senza alcun controllo. Per alcune ore è avvenuto questo, e dopo cena, sul prato, c’è stata la Osho Kundalini Meditation che è stata praticata in solitaria. Durante la fase seduta è emersa una piccola paura, questa pratica infatti aveva scatenato in passato fortissime sensazioni energetiche ed esperienze temporanee di vacuità, e sentivo che aveva il potere di rievocarle di nuovo. La mano è stata appoggiata a terra per sentirne il sostegno, c’è stato un chiedere dentro al cuore alla terra di sorreggermi e un affidarmi a lei. Tutto stava per essere abbandonato definitivamente. Ogni elemento che compariva, era abbandonato e rilasciato, sciogliendo l’attaccamento quando iniziava a generarsi.

 Poi c’è stata la fase silenziosa, da sdraiato. C’era una grande calma dentro, e un’immagine si è presentata nella mente, molto realistica. Era come una fessura a forma di colonna dorica, attorniata dall’oscurità e con dentro le galassie. C’era il vedere che questa colonna era come una finestra sul cosmo, le stelle e le nebulose vi erano visibili attraverso. Una piccola contrazione della mente per un attimo ha cercato di capire cosa fosse, ma immediatamente è stata rilasciata. La colonna è scomparsa e non è stata mai più vista: quella è stata l’ultima immagine a cui questo corpo-mente ha veramente creduto. Un totale abbandono è emerso.


C’è stato un black-out per qualche minuto. La coscienza andava e veniva, andava e veniva, on, off, on, off, on, off. Non c’era alcuno stato, non c’era un comprendere qualcosa, non c’era essere, non c’era non-essere, era impossibile vedere alcunché né permanere in una posizione. Dopo, un uccello nella notte, da un albero, ha gracchiato e il corpo è sobbalzato con una certa paura dentro esso, tuttavia c’era qualcosa di diverso in quella paura. È stata continuata la pratica silenziosa fino alla fine. Al termine c’è stato alzarsi, tornare in stanza e dormire. Il mattino dopo era proposta una intera giornata di pratica silenziosa, c’è stato alzarsi, camminare, fare colazione, praticare, fino alla meditazione camminata. In tutto questo arco di tempo, durato 12 ore circa, l’esperienza era di completa vacuità. Tutto era vuoto, niente era percepito come consistente. Per esempio il corpo-mente camminava senza che ci fosse qualcuno che camminasse, né alcunché di camminato. Era come essere fuori dal cosmo, mentre tutto andava avanti, senza più il bisogno di dire “non-sforzo” o  altro. Era impossibile generare pensieri, azioni, intenzioni volontariamente. Era quasi impossibile parlare anche senza volontà individuale.


Verso le 10 del mattino c’è stata la meditazione della camminata sul prato, con molte persone attorno, in uno spazio ampio. C’era il sole e l’ambiente era pieno di verde, alberi, l’aria era quasi calda. Nello stesso momento sono avvenute molte cose. C’è stato il sollevare gli occhi verso l’albero di fronte e tutto si è riempito di luminosità, di luce dorata, come se la luce emergesse da dentro l’esperienza stessa in ogni punto, dall’erba, dal cielo, dalle persone, luce viva che fa sentire che tutto è vivo, perfino i sassi. Allo stesso momento c’è stato come un ridiscendere nella corporeità, come se dal vuoto assoluto la coscienza tornasse piena di luce dentro al corpo e al tempo stesso un rilassarsi profondo del corpo. C’è stato un rilascio di tensioni totalmente naturale, come se un peso sconosciuto mi fosse stato tolto. Insieme a ciò una grande beatitudine si è perfusa nel mente-corpo, come se riempisse ogni cellula, una gioia dolce, delicata, non esaltata, morbida e totale. Infine, nello stesso attimo una voce, né dentro né fuori dal mente-corpo ha detto “Questa è l’illuminazione”, e poco dopo ha aggiunto delle parole che la memoria non ha conservato precisamente, che si possono riassumere con “tutto è compiuto, il cammino è terminato”. Continuando a camminare con questi eventi, l’attimo dopo c’è stato l’accorgersi che tutto si era illuminato e risvegliato, tutto stava vivendo “ciò”, e che tutto aveva collaborato affinché ciò fosse possibile. 

Questa comprensione inspiegabile e totalmente vera è sorta insieme ad un senso di gratitudine del cuore che il corpo-mente ha sentito di mostrare facendo un lieve saluto e inchino alla collina di fronte. Infinita bellezza, amore, espansione e vuoto, e molti altri tesori in quel momento emergevano.

Poco dopo è stato possibile comprendere esplicitamente quanto era accaduto come “esiste questo (il mondo condizionato), esiste quello (l’incondizionato trascendente), quello è questo senza separazione, io sono quello.” Ovviamente le parole scritte qui non sono quelle sorte allora, ma la comprensione è identica.


Tutto ciò è arrivato non è stato cercato, non c’è alcuna volontà di “prendere” ciò. Dopo questi attimi la vita ha continuato come mistero vivente.
Si possono riassumere alcuni aspetti che sono sempre rimasti da allora:

-         una completa trasformazione dell’esperienza e lo stabilizzarsi della coscienza non-duale in ogni momento e luogo;

-         l’impossibilità di trovarsi e sapere chi si è (identificarsi) mentre al tempo stesso è possibile sapere “in che direzione si è” e continuare a disvelarlo attimo per attimo senza arrivare ad una conclusione;

-         una continua beatitudine che assume diverse intensità, a volte come gioia calma, oppure pace, amorevolezza, dolce silenzio. Questo è presente anche nelle esperienze spiacevoli e non è riferito ad alcun “sé”;

-         la possibilità di percepire in ogni momento il campo energetico associato a questo corpo-mente come una colonna di luce dorata, che è sempre presente quando vi è il portarvi l’attenzione e attraversa il corpo nella direzione basso-alto e viceversa, che non ha né inizio né fine nello spazio. Uno specifico campo energetico sulla sommità della testa percepito come una sfera o simile ad una fiamma in movimento, un altro specifico campo energetico al centro della fronte, simile ad una più piccola sfera o come una fessura verticale o una fiamma, anche questo sempre in movimento;

-         il corpo è percepito come senza confini netti come se si espandesse all’infinito, e allo stesso tempo è possibile percepire i confini fisici-materiali dati dalla propriocezione corporea;

-         la comprensione intuitiva della verità e la possibilità di esprimerla in infiniti modi diversi, senza attaccamento ad uno di questi modi;

-         l’impossibilità di percepire “sé” come sofferente, sia fisicamente, che emotivamente o mentalmente, pur rimanendo la possibilità di percepire il dolore fisico e psicologico, oltre a quello di tutti i vissuti spiacevoli. Ciò avviene in quanto queste esperienze non sono riferite ad alcun “sé” o identità separata o situata;

-         nessun senso di aver meritato ciò, né di riferirlo come proprietà di qualcuno, né di considerarlo speciale o “superiore”;

-         infine, eliminando tutte le parole scritte l’unica cosa che si può dire è che c’è solo il mistero di ciò-che-è, o meglio…                                 .



Per quanto riguarda gli aspetti più comuni la vita continua come procedeva prima di questi eventi, accaduti circa 2 anni fa. Questo corpo-mente è nato e vive in Italia, conduceva e conduce una soddisfacente vita professionale e relazionale, quando è avvenuto ciò che è stato descritto aveva circa 30 anni.
 La vita continua con  un “sapore” totalmente nuovo e inafferrabile, con semplicità e spontaneità, insieme al movimento che sta sostenendo la mente-corpo ad adattarsi alla comprensione di ciò-che-è. Non c’è infatti la pretesa di essere fuggito in un altro mondo o speciale stato, e c’è il prendersi cura di tutti gli aspetti condizionati, mente, corpo, personalità, lavoro, relazioni. Esattamente come ogni altra persona, questa persona è ciò che non è.



Dharmananda

GOCCE QUOTIDIANE (10) - Digambara



La realtà della mente dipendeva SOLO dalle sue stesse regole del gioco, a te la gioia di svelarle...

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Per “risposta” non immaginare chissà quale formula segreta ma sai che ti appartiene quando noti una comprensione profonda e definitiva: queste domande non sorgeranno più nella tua vita.

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L’esperienza diretta rimane profondamente tua, ma è assolutamente in sé universale e immutata nei secoli.

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Presenza diventa il tuo “centro di gravità permanente”

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Da quel momento, questa immobilità silenziosa è onnipresente spesso come sfondo consapevole, altre volte come esperienza dominante.

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La totalità aumenta la consapevolezza di ciò che accade e di come/chi sei e così cambia la realtà che crei, che vedi e come la vivi.

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La grande paura della mente è di ..non esistere veramente

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Comprendi che la differenza tra chi si è ritrovato (risvegliato) e il ricercatore è che questo sta ancora cercando e non può fermarsi.
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La Verità non dipende dai tuoi meriti e da quante sono state le tue esperienze e promesse mantenute o meno

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La Verità si trasmette per risonanza. Quando nascono dal Silenzio le parole sono speciali e facilitano questa risonanza.

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Un giorno realizzi che la vita è possibile solo perché fondata su Amore a tutti i livelli di coscienza e Presenza è la qualità costante che si mescola ad Amore mentre diventa la mia vita

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Vai oltre alle parole: in silenzio, riprendi l’Intenzione, portaci l’Attenzione e cogli l’Intuizione!

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Oltre i limiti della mente non ci sono parole –le parole nascono per dare voce proprio ai limiti posti dalla mente.

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Celebra ogni respiro, includendo a uno a uno tutti gli esseri che incontri nell’unico Cuore con passi leggeri e abbracci sicuri

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Tutto è luminosamente risolto e completo e perfetto anche se impiegassi l’eternità per inchinarmi a questo

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Il tuo ego non ti ha mai controllato ma semplicemente sostituito durante il tuo lungo sonno da te stesso

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Hai mai trovato in te stesso quell’IO che prende decisioni? Che sceglie i pensieri da avere?

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In QUESTO momento, in QUESTA forma. E so di esserlo e amo esserlo per il fatto stesso di esserlo…

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Quello che cambia è solo la tua (incolpevole) ignoranza non la Verità.

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Anche “l’altro da te” è Perfezione

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La vita “personale” rimane ma non è certo la cosa più importante che accade

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Un giorno la Fede diventi vera Realizzazione.

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La mente che ti ha portato fin qui non è adatta ad andare oltre e, silenziosa, rimanendo vigile e rilassata, fa lo spazio necessario per questo ultimo passo che da solo si completa…

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La tua vita è ESATTAMENTE la tua strada per il Risveglio, il tuo Karma è il tuo Dharma

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Guardando con gli occhi di adesso l'Umanità ..."Questo" sembra sempre più necessario, accessibile e...perfetto così.

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Tu sei proprio ciò che hai sempre cercato!

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Fino a che il tuo risveglio non sarà consolidato, da adesso in poi, tutta la tua sofferenza, senza eccezione, nasce dal residuo della tua identificazione col tuo personaggio

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Possiamo passare dall’innocenza alla consapevolezza risvegliata senza perdersi nella fase egoica, piena di illusioni e proiezioni e aggressività difensiva?

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L’allucinazione del Samsara, la grande illusione e la sofferenza che ne deriva, dipende da un radicale, tragico, errore di prospettiva, radicato e trasmesso nei secoli.

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Quello che un tempo chiamavano “Utopia” oggi chiamiamo salto di Coscienza, Realtà Risvegliata.

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La consapevolezza misura come comprendi quello che vivi/pensi.

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La mente non può capire qualcosa al di fuori del suo mondo da lei stessa creato e centrato su io/me

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Il tempo si è fermato o meglio si è rivelato come una sequenza pensata dal corpo-mente per organizzarsi.

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La consapevolezza è il riflesso della Coscienza sulla mente individuale. Cambiare livello di consapevolezza equivale al cambiamento della realtà percepita e pensata dalla tua mente.

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La risposta è nel SENTIRE la vita, non pensarla soltanto!

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Adamo significa “l’incompleto”. Questo dolore spinge ogni “cosa” alla ricerca della sua totalità.

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La realizzazione del Riconoscimento è il messaggio che cambia la tua matrice energetica assieme alla tua visione

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Il tuo livello di consapevolezza misura la vicinanza/distanza tra “io” e “Sé”, nell’apparente processo di espansione in cui svanisce il senso di centro e confine…

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Non devi più difenderti dalla realtà e nemmeno dalla tua mente, perché tu sai che “questo” che ti accade è fatto dalla tua mente

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Un processo IMPERSONALE al centro del cuore di una vita profondamente vera e “tua”

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Essere Presenza è connessione con tutto il manifesto e non manifesto, in diversi qui-e-ora

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Il corpo che è radice e memoria del tuo percorso è il grande incontro che forse ancora ti manca per rendere vitale e umana la tua comprensione

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Cresce il silenzio mentre la Presenza parla per te, ad alta voce.

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Il tuo cuore lo vive come continua “guarigione” - il processo graduale in cui si disvela la realtà illusoria del dolore e della separazione.

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La mente scopre che la sua stessa natura è silenzio e così, forse per la prima volta consapevolmente nella tua vita, si ferma per un istante....sempre più lungo.

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Quello che per la mente è magia per il cuore è miracolo…

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La reazione, il blocco, il dolore ti mostrano la strada che ti porta esattamente lì dove è possibile il rilascio, l’inclusione, che è sempre uno sparire improvviso, liberatorio, risolutivo

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Dio è sempre presente anche nella tua vita, COME la tua vita

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Tu ami sempre l’altro come te stesso!

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Osserverai che la Verità ti “toglie quello che non hai mai avuto e ti dà quello che hai sempre avuto”.

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Se rimani attaccato ai tuoi pensieri e giudizi radicati non puoi realizzare che i pensieri diversi degli altri sono altrettanto veri o non-veri dei tuoi!

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La vita ti aiuta in modo imprevedibile a “svegliarti” dal tuo sonno anche quando sembra tua nemica

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Rilassàti nel mistero di ciò-che-e’. Questa è l’unica realtà che ci è dato conoscere mentre continuiamo a viverci.

L’OCEANO NELLA GOCCIA (59) - Digambara



Tu ami sempre l’altro come te stesso! Non puoi che dargli che ciò che è già tuo ovvero ciò che sei in ogni momento. L’altro è una parte di te che torna a te come altro da te. Nella tua esperienza l’altro è tenuto in vita fondamentalmente dal bisogno di amore – anche se spesso così non appare.

Se rimani ego-dominato, è inevitabile che la tua relazione si trasformi in una gabbia dove riprodurre continuamente i (vecchi) giochi di potere – il tentativo disperato dell’ego di ritrovare unità e amore...

Non c’è separazione tra me e te. Non c’è differenza alcuna tra me e te. Amore è la mia natura e Amore è la mia vita.

La forza che muove tutto questo è la risonanza: la continua immancabile ricerca da parte di Amore di sé stesso. La vita è la via: mentre per la mente è contorta e misteriosa ricerca di “significato”, per il cuore è naturale ri-unione e disvelamento.

Relazionarsi a te come parte di me è la via di uscita dall’illusione della separazione e della sofferenza.  Ma non viverlo come un “dover fare”! è semplicemente e ancora e ancora ricordarsi di chi sei vera-mente, qui, adesso…



Se hai fede….di fronte a un dramma o ingiustizia della vita quante volte ti sei chiesto “dove è Dio in tutto questo?!” Perfezione è vedere che “Dio” è tutto questo, ” la realtà E’ divina. Tutto questo, noi stessi, siamo la faccia di Dio. Dio è sempre presente anche nella tua vita, COME la tua vita. Se ancora non realizzi la Perfezione della Vita – sicuramente l’evoluzione massima della tua coscienza-  ciò che ti appare come Sua lontananza è la Via. Una via di sofferenza quanto più resisti alla Verità. Si parla della resurrezione dei morti, perché noi siamo i “morti”- coloro che non vivono nella verità della sua Perfezione. Noi siamo i morti – l’ego che mi fa credere separato e responsabile della mia vita è la morte.

Se risuoni maggiormente con un messaggio laico, la perfezione è ciò che non cambia, totalmente indipendente anche da qualunque esperienza e passare del tempo.

L’esperienza della Perfezione entra nella tua vita quando tutto (tutto) rimane completo in sé qualunque sia il cambiamento-il resto sarà il cammino per riconoscere la vita completa e quindi perfetta in ogni occasione. E tu che ti inchina ad essa sei pure perfezione vivente, incarnazione di perfezione nella forma umana.

E fiorisce l’ultimo fiore della tua storia: l’Accettazione Incondizionata

Non crederci come un atto di fede ma scopri  quali ostacoli, giudizi e paure ti impediscono di realizzarlo…questa la strada della consapevolezza.



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La sofferenza è retta da ignoranza e contrazione e finisce sempre sciogliendosi nel presente.

La contrazione, il blocco, il dolore ti mostrano la strada che ti porta esattamente lì dove è possibile il rilascio, l’inclusione, che è sempre uno sparire improvviso, liberatorio, risolutivo. E’ possibile perché le sofferenze della mente e del cuore sono sostanzialmente cariche energetiche, memorie bloccate nella tua corazza caratteriale. Compongono, come sentinelle, il confine della idea profonda che hai di te stesso…

L’illusione dell’io e della separazione non significa che l’io e la separazione non esistano ma solo che non sono quello che sembrano. L’ego è una profonda contrazione con le conseguenti strategie di sopravvivenza e rappresenta il passaggio dallo “stato di onnipotenza” al “principio di realtà”. E’  stato evolutivamente necessario finora per vivere ma anche l’UNICA causa della infelicità umana e delle condizioni della Terra. Ogni tua contrazione essendo una esperienza codificata energeticamente, incarnata, può essere sempre rilasciata. Il Riconoscimento sperimentato nella Classe del Risveglio è una contro-esperienza di rilassamento profondo, il primo necessario passo per un pieno Risveglio.

Tu entri nella stanza del qui-e-ora e immediatamente … è come sciogliersi e diventare uno con  lo spazio della presenza, la tua forma viene trascesa senza rumore e senza dolore – come svegliarsi dolcemente da un sogno..

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Ti sei mai chiesto come mai lo spazio di Presenza sembra sfuggire così spesso nell’agire quotidiano? Con il movimento del corpo anche la mente si muove e l’attenzione si focalizza sulla propria mappa della realtà. Si crea subito l’illusione che questa mappa sia veramente un “là fuori” oggettivo e, nel processo, l’attenzione naturale su “chi sei/che sei” va in secondo piano. Col Riconoscimento, integrandosi la verità della non- separazione, tutto questo attorno a te a poco a poco diventa il tuo “corpo esteso”. Uno, “ciò-che-è”, esiste con te come centro-senza-centro di tutto questo...e senza limiti. Nulla al di fuori di chi-sei. Anche tu puoi provare ancora l’ebbrezza dell’onnipotenza del bambino che ancora “non conosce con la mente”. E da qui scoprire perché sei venuto al mondo, con il tuo potenziale irrepetibile…

Quello che per la mente è magia per il cuore è miracolo…

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La tua mente non è “contro” chi sei. La tua mente è solo il principale strumento per navigare nel mondo e per questo rinforza l’illusione della realtà altra-da sé (separazione, distanza, causalità, agentività..). La mente-che-pensa poi crede alla sua stessa creazione come un bambino piccolo ai suoi sogni. Con il Riconoscimento anche la mente inizia a risvegliarsi dalle sue stesse illusioni. Dallo spazio di Presenza osserva con gratitudine le sue resistenze e le sue paure del Risveglio, fino a che la risonanza di Amore non abbraccerà tutto. La mente scopre che la sua stessa natura è silenzio e così, forse per la prima volta consapevolmente nella tua vita, si ferma per un istante....sempre più lungo. Allora il cuore scopre che questo Silenzio è puro Amore

“La natura della mente in sé non è mai cambiata: non è corrotta all'inizio del cammino, non è migliorata alla fine” (Dilgo Khyentse Rinpoche)


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Spesso nella tua azione o pensiero, la possibilità di cambiamento si scontra con la rigidità del tuo carattere, la personalità, fino a diventare talvolta il tuo grande ostacolo. Come sai la sofferenza vive e si alimenta infatti nella tua mente.

Il Riconoscimento è una svolta fondamentalmente impersonale perché tutte le differenze, i meccanismi automatici e gli stessi blocchi pieni di dolore sono visti “da lontano” e “dall’alto” come semplici increspature sull’acqua dell’oceano.

Col Riconoscimento  l’immagine sofferente di te nella mente avvia un processo continuo di rilassamento rilasciando il potere che tratteneva bloccato. Il tuo cuore lo vive come continua “guarigione” - il processo graduale in cui si disvela la realtà illusoria del dolore e della separazione.

Il Risveglio è un progressivo allontanamento da “te” e dalla tue storie. Avviene un dis-locamento di “chi” agisce e pensa. Ritorna ad agire Uno attraverso di te mentre perdi l’importanza della personalità, del carattere. Sei di nuovo a casa.

“Il vero valore di un essere umano è rivelato dalla sua capacità di raggiungere la liberazione da se stesso” (Albert Einstein)

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Ti incontri in gratitudine sempre più spesso mentre l’illusione del male perde a poco a poco la sua battaglia. Cresce il silenzio mentre la Presenza parla per te, ad alta voce.

Fai che il silenzio sia l’obiettivo delle tue parole, il loro ritmo, il loro profumo.

Che le parole siano un regalo del tuo silenzio, la sua sorpresa, il suono della sua danza…

Il silenzio è terra buona.

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(quanto le parole ti sembrano ermetiche, entra in risonanza)

Tutto è presente nella dimensione spazio-temporale che ospita la sua manifestazione. Essere Presenza è connessione con tutto il manifesto e non manifesto, in diversi qui-e-ora. Essere Presenza è anche canale tra te qui-ora e le altre realtà, canale  che si apre quando ne diventi consapevole e viene così attivato cioè entra nella tua realtà cosciente. L’unico ostacolo rispetto a  questa realtà espansa è la tua identificazione limitata all’umano che sei e un cuore non ancora risvegliato a sé. Tutto lo puoi ritrovare quindi ma con una coscienza espansa oltre al quotidiano gioco di forme. Noi tutti siamo fatti di questo e per questo ma dobbiamo avere il coraggio di attraversare l’illusione, con la mente e il cuore aperti all’unisono…

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La comprensione non basta. A essa seguiranno incontri, cambiamenti e forse anche malattie e sfide – tutte prove per trasformare la tua comprensione in un cambiamento stabile. La comprensione rimane sottile, senza radici fino a che non prende forza nella concretezza del vivere. La vita è l’alleata preziosa al compimento del tuo destino di risveglio e liberazione.

Il corpo che è radice e memoria del tuo percorso è il grande incontro che forse ancora ti manca per rendere vitale e umana la tua comprensione. Ha accumulato finora le prove non ancora superate – talvolta incise nella carne e nelle ossa- e aspetta il tuo Riconoscimento per liberarle e così liberarti. Respira! Vibra! Affidati alle tue gambe, alla tua pancia. Danza. Il tuo Risveglio inizia a incarnarsi – il figlio di Dio si è fatto uomo.

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Tutto sempre avviene. Semplicemente, “avviene”. Il tuo privilegio e responsabilità è che sei il primo ad accorgetene appena emergono attraverso di te. Lo puoi vivere come un fiume continuo di cose che accadono, spontaneamente, naturalmente, incessantemente – un processo IMPERSONALE al centro del cuore di una vita profondamente vera e “tua”.

I rapporti speciali, intimi, non fanno eccezione. L’altro ti sente vicino e lontano allo stesso tempo, distaccato nella mente ma presente per il cuore. La tua corporeità, liberata, aggiunge forza e intimità. Ma “tu” non ci sei o, meglio, ci sei “completamente”! E’ il momento in cui il tuo Risveglio inizia a risuonare e le vostre “due coscienze” a perdere i confini…

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La ricchezza del Riconoscimento è che, non devi più difenderti  dalla realtà e nemmeno dalla tua  mente, perché tu sai che “questo” che ti accade è fatto dalla tua mente, natural-mente. E il significato di questo è tutto tuo. E il valore e la bellezza di questo è tutto per te. La vita non è mai stata contro di te … l’increspare del  mare della vita non può più disturbare la profondità della Presenza

“QUESTO è sempre presente e del tutto completo malgrado quello che accade nel film della vita di veglia e mai per quello che accade. La vita include l’intero spettacolo, la luce e l’oscurità,  niente in essa è personale, tutto accade senza sforzo, da sé, nell’unico modo possibile, e niente di tutto questo ha alcuna solidità o permanenza

Quando mi scopro a pensare che manchi qualcosa o che la correzione sia in qualche modo là fuori, c’è una maggior abilità a rilassarsi nel Qui/Ora… sono più aperta a permettere che le cose si guariscano a loro modo, coi loro tempi, come fanno comunque….”


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Il tuo livello di consapevolezza misura la vicinanza/distanza tra “io” e “Sé”, nell’apparente processo di espansione in cui svanisce il senso di centro e confine…

Tutta l’alchimia della vita sta in questo: il passaggio da un modello di realtà e comportamentale basato su “io” a quello del “Sé”. Sostituire motivazioni, comportamenti e pensieri alimentati da paura con la libertà immensa di “amore in azione”. In questo processo lento di integrazione, riscoperta e rilascio si sciolgono i vecchi meccanismi caratteriali… Chiedine la mappa al tuo corpo e al tuo respiro, alle emozioni. Lì dove trovi i “guardiani della porta” (dolore, fuga, aggressività..) inizia l’incontro di oggi….