L’illuminazione si sta evolvendo. Non si trova più solo nella beatitudine dell’Essere senza tempo, si trova anche nell’urgenza estatica del Divenire evolutivo.
E’
solo dopo molti anni di profonda introspezione, dialoghi con maestri e
pensatori di tutte le tradizioni e il lavoro impegnato di migliaia di
ricercatori spirituali di tutto il mondo che ho cominciato a capire che
cosa sia questa nuova illuminazione, perché è così diversa da quello che
è venuto prima e perché, come credo, tiene la chiave non solo del
nostro sviluppo personale ma della nostra evoluzione culturale.
ILLUMINAZIONE TRADIZIONALE
E’
stata la semplicità senza tempo di questo antico insegnamento che ha
catalizzato il mio risveglio. L’essenza della mia realizzazione è stata
semplice: ogni cosa E’ come è. La libertà che stavo cercando era già presente proprio come la base fondamentale stessa della mia coscienza.
Il
terreno fondamentale, la dimensione più profonda di quello che siamo,
esiste già prima del tempo e prima del processo creativo. Per questo i
mistici di tutte le età ci hanno detto che non c’è dove andare e nulla
da fare se non realizzare QUELLO.
Realizza
e arrenditi. Realizza e scopri quel mistero che non può essere compreso
dalla mente, e arrenditi a quello e a quello soltanto. Realizza che non
sei mai nato. Arrenditi al fatto che non sei mai stato non libero.
Realizza che non c’è mai stato un problema e non ritrarti mai da quella
realizzazione. Arrenditi a quello e a quello soltanto.
Ero così
sicuro di questo punto di vista che mettevo in discussione ogni
insegnamento spirituale che implicasse che ci fosse qualcosa nel futuro
da diventare altro da quello che siamo già sempre. Il fine perenne a
cui punta sempre è essenzialmente la trascendenza, una drammatica
liberazione o fuga dal tempo, dalla mente e dal mondo, che si trova
quando ci si risveglia al senza tempo, al dominio senza forma
dell’Essere. Negli insegnamenti mistici più tradizionali questa
enfasi sull’altro mondo trascendente come scopo dell’illuminazione non è
cambiato sin dai tempi del Budda.
LIMITI DELL’ILLUMINAZIONE TRADIZIONALE
Come insegnante spirituale dei nostri giorni ho presto iniziato a trovarlo problematico. Mi sembrava che, in molti, il risveglio alla beatitudine dell’Essere non portasse automaticamente ad una trasformazione radicale.
Molti individui hanno grande difficoltà a lasciar andare il dubbio,
anche di fronte ai loro voli estatici nella coscienza illuminata. Sono
riluttanti ad accettare e a prendere la posizione della verità liberata
che hanno visto con le loro menti e i loro cuori. A me è sempre sembrato
ovvio che il potere e il significato di quello che è Assoluto viene
validato solo attraverso la nostra disponibilità a prenderne le parti e
incarnare la sua gloria in noi stessi, attraverso l’azione, la scelta,
attraverso il modo in cui viviamo nel mondo del tempo e della forma.
Ho
scoperto che lo stato dell’anima individuale, la sua capacità di
integrità, autenticità e coscienza superiore ha sempre giocato un ruolo
critico nel determinare quanto disponibile uno sia a incarnare la sua
realizzazione più profonda. Così ho cominciato a mettere sempre più
l’attenzione sulla domanda importantissima: come possiamo coltivare
l’abilità e la prontezza ad esprimere la bellezza, la perfezione, e
l’interezza scoperte nella rivelazione spirituale?
Il mio insegnamento ha riguardato sempre di più la trasformazione dell’individuo e del mondo, mentre nell’insegnamento tradizionale l’enfasi è sulla liberazione dal sé e dal mondo.
Nella prospettiva metafisica tradizionale orientale il mondo non è
reale, è solo un’apparenza effimera, un’illusione, un sogno
insostanziale, transitorio, nella mente di Dio. Io sento diversamente.
Per me il mondo è certamente reale e, di fatto, è una dimensione
importantissima di quello che è sempre Dio.
Se
il mondo non è reale allora non c’è bisogno di fare nulla per come sono
le cose. Ma se il mondo è reale allora diventa presto chiaro che c’è un
reale lavoro da fare. Questo
lavoro è quello a cui mi sono dedicato. Mi sono impegnato con tutto il
cuore alla trasformazione del mondo, a portare il potere della coscienza
illuminata nel mondo con l’azione razionale, l’essere morale e
nell’impegnarmi nel processo del tempo nel modo più deliberato e
creativo. Gradualmente ho capito che avrei dovuto vedere da me stesso
come tradurre lo spostamento profondo di prospettiva che stavo provando
in una forma che avrebbe dovuto avere un senso profondo per il mondo in
cui vivevo e lavoravo.
ILLUMINAZIONE IN AZIONE
Col passare degli anni la mia enfasi sull’illuminazione come azione e non semplicemente come uno stato più elevato,
è emersa sempre più potentemente nel mio insegnamento. Non sapevo da
dove venisse ma chiedeva questo miracolo, questo mistero oltre il tempo,
di diventare manifesta nel mondo del tempo e della forma, come noi stessi.
L’energia
spirituale che scorreva nelle mie vene mi chiamava a un’espressione
dell’illuminazione nuova, attiva, creativa. Il mio occhio interiore e il
cuore erano focalizzati sulla libertà di quel posto misterioso tra
l’immediatezza del momento presente e l’eccitazione vibrante senza fine
del possibile.
La scoperta dell’evoluzione:
vedere
la nostra presenza nel mondo dal punto di vista di un processo di
quattro miliardi di anni posiziona l’impulso spirituale in un contesto
eccitante, razionale e profondamente significativo. Realizziamo che il
risveglio all’Essere senza tempo, il fine perenne dell’illuminazione
della tradizione orientale, è solo metà del quadro, metà della totalità
della realtà. L’altra metà del quadro è il mondo della forma, il
processo del Divenire, l’impulso creativo universale, quell’esplosione
in movimento che è l’intero processo evolutivo di cui siamo tutti parte.
Se
l’illuminazione è la scoperta di quello che E’, allora deve abbracciare
la natura suprema di tutte le cose, viste e non viste, conosciute e non
conosciute, con forma e senza forma, sia Essere che Divenire. Il
divenire è Eros, l’impulso evolutivo, la causa prima, quella scintilla
originale di luce ed energia che ha creato l’intero universo. E mi sono
reso conto che era quella stessa scintilla creativa che ora si stava
risvegliando nel mio cuore e mente come un senso di urgenza estatica ad evolversi.
Per questo ho iniziato a rivedere il fine stesso del cammino spirituale, vedendo lo scopo dell’illuminazione non solo come il trascendere il mondo ma anche trasformare il mondo col divenire un agente dell’evoluzione stessa.
L’illuminazione non è la fine del cammino.
E’ l’inizio. Credere che l’illuminazione sia il punto finale ha senso
quando consideri il contesto culturale in cui prima è emerso.
Nell’antica India non avevano ancora scoperto l’evoluzione. Credevano
che il tempo, come la vita e la morte, fosse un processo ripetitivo che
andava costantemente attraverso lo stesso ciclo e lo avrebbe fatto per
l’eternità. Di fatto molti Hindù dell’India moderna preferiscono ancora
vedere le nostre origini cosmiche attraverso la lente della loro antica
scienza Vedica.
E’
stato solo negli ultimi duecento anni che abbiamo scoperto
l’evoluzione, e solo nel ventesimo secolo abbiamo compreso quello che è
conosciuto come “tempo profondo”, l’inconcepibile arco di tempo di 14
miliardi di anni da quando l’universo è esploso in essere. Quando
applichiamo la prospettiva dell’evoluzione alla natura
dell’illuminazione cambia tutto. Quattordici miliardi di anni hanno
prodotto tutta la manifestazione, l’intero universo conosciuto e tutto
quello che contiene, incluso il grande mistero: la capacità stessa di
avere la coscienza.
Il
nostro desiderio emergente di libertà spirituale non è separato
dall’impulso che guida l’intero processo. Io lo chiamo l’Impulso
evolutivo. Quando ci risvegliamo a questo impulso scopriamo qualcosa di
miracoloso: che il principio creativo dinamico e in continua evoluzione
non è altro che il nostro Sé Autentico. L’illuminazione evolutiva
ci chiama a risvegliarci sia alla pace senza tempo dell’Essere che alla
passione senza tregua dell’Impulso Evolutivo.
Questo
prossimo passo non emergerà da solo, deve venire creato consciamente
dagli esseri umani che si sono risvegliati allo stesso impulso che guida
il processo. Mentre ci risvegliamo a questa vasta prospettiva diventa
chiara una verità profonda e soverchiante: A questo punto
dell’evoluzione il processo dipende da noi. Il processo evolutivo ha disperatamente bisogno della nostro impegno consapevole.
E’
un insegnamento spirituale per il nostro tempo perché il suo principio
centrale è che un futuro più illuminato per il nostro mondo dipende solo
da una cosa: il nostro sviluppo superiore.
Il mondo che occupiamo e che co-creiamo comincia a trasformarsi mentre noi ci trasformiamo.
Il vecchio modello di illuminazione era uno in cui l’individuo era
liberato ma il mondo rimaneva lo stesso. Nella nuova illuminazione il
punto non è più solo la liberazione dell’individuo; è l’evoluzione del
sé, della cultura e del cosmo attraverso l’individuo.
E’ questa l’Illuminazione Evolutiva.
Commento:
Rimanere a vivere in questo quotidiano è una sfida per chi si è
risvegliato. In parte il riferimento al modello classico di Risveglio e
Liberazione non è più di utilità perchè espressione di un radicale e
intenzionale allontanamento dalla società e dalla vita degli altri.
Evolutivamente è da considerarsi quindi superato dall'esigenza di integrare piuttosto che trascendere
"questo " mondo nella Verità. Che non è solo Assoluta ma anche
Manifesta a livello impersonale e personale. La ”mia” storia finisce
sempre con il Risveglio ma il mio ruolo al servizio della Verità è
ancora più utile al risveglio collettivo, adesso e domani, da solo e con
gli altri: Coscienza in azione.