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TUTTI I MIEI NOMI - Thich Nhat Hanh



Non dire che partirò domani,
persino oggi sto ancora arrivando.

Guarda profondamente: ogni secondo sto arrivando
per essere una gemma su un ramo di primavera,
per essere un uccellino, con le ali ancora fragili,
che impara a cantare nel mio nuovo nido,
per essere un bruco nel cuore di un fiore,
per essere un gioiello che si nasconde in una pietra.

Sto ancora arrivando, per potere ridere e piangere,
per poter aver paura e sperare.
Il ritmo del mio cuore è la nascita e la morte
di tutto quello che è vivo.

Sono un efemera in metamorfosi
sulla superficie del fiume.
E sono l'uccello che plana giù
per inghiottire l'efemera.

Sono una rana che nuota felicemente
nell'acqua limpida di uno stagno,
e sono la biscia che silenziosamente
si ciba della rana.

Sono uno terrorizzato che viene sbalzato via da un'esplosione
nel freddo asfalto di sotto.
E sono quello che pianifica segretamente
la mia morte, in preda a una vendetta dissacrante.

Sono quello che ignora le fiamme che lambiscono,
per spingere la sedia a rotelle di un amico
giù per le scale.
E sono quello che dice addio a questa famiglia
ben sapendo che non la rivedrà mai più.

Sono quello che corre senza pensarci
nel fumo, in risposta a un grido.
Sono quello che sale su un aereo
sapendo che sarà il suo ultimo volo.

Sono quello che si fa il segno della croce
mentre sale le scale per salvare qualcuno.
Sono quello che crede di fare la volontà di Allah
mentre dirotta l'aereo verso la sua fine orribile.

Sono il fortunato ricoperto di ceneri che riesce a scappare
e sono quello ricoperto di ceneri che non ci riesce.
Sono quello che guarda con orrore e incredulità,
sono quello che piange al di là di ogni possibile pianto.
E, anche se il mio cuore si sta lacerando,
sono quello che giubila.

Il mio dolore è come un fiume di lacrime,
così vasto da riempire i vasti oceani.
La mia gioia è come la primavera,
così calda che fa fiorire i fiori
su tutta la terra.

Per favore chiamami coi miei nomi veri,
così che possa sentire tutte le mie grida e le mie risate,
tutte in una volta,
così che io possa vedere che la mia gioia e il mio dolore
sono una cosa sola.

Per favore chiamami coi miei nomi veri,
così che possa risvegliarmi
e che la porta del mio cuore
possa rimanere aperta,
la porta della compassione.